In accordo con la sua fisionomia di borgo medioevale, Castellamonte si sviluppa
a semicerchio intorno al colle, ove sorgono le rovine del
Castello dei Conti San Martino
, probabili discendenti del famoso Re Arduino.
Anticamente il maniero era circondato da una cinta muraria provvista di sette
porte.
Oggi, invece, restano originali solo alcuni tratti delle mura e la porta di
accesso al cortile, mentre le due grandi costruzioni che si innalzano in cima
al colle e che sono ancora oggi abitate, risalgono ad epoche più recenti
e sono state restaurate in numerose occasioni.
Lungo le stradicciole in acciottolato che portano al maniero è possibile
ammirare eleganti palazzi del 600 e del 700.
La vita economica e culturale di Castellamonte raggiunse il suo apice nel
800.
Risale, infatti, al 1842 lavvio dei lavori di costruzione della Chiesa
Parrocchiale, affidati allarchitetto Alessandro Antonelli, famoso per la
Mole di Torino e la cupola di S. Gaudenzio a Novara, col compito di progettare
una struttura che doveva coprire unarea di poco inferiore a quella di S.
Pietro a Roma.
Dopo tre anni di lavori , in cui erano state edificate soltanto le mura
perimetrali e le colonne fino ad unaltezza di m.12, la costruzione
subì un arresto poiché imponeva un esorbitante onere economico.
Del progetto iniziale rimangono le mura esterne che, per la loro forma
circolare sono conosciute con il nome di
Rotonda Antonelliana
e che ogni anno costituiscono il suggestivo scenario della Mostra della
Ceramica e di altre manifestazioni.
La Rotonda è stata realizzata con pietre , provenienti dal locale fiume
Orco, alternate a rossi mattoni che testimoniano unantica tecnica
costruttiva che ha il proprio fascino nella " rudezza " dei materiali
utilizzati e nel loro contrasto cromatico.
La Chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, fu realizzata nel
1875 dallarchitetto Formento e nella Piazza principale della Chiesa si
erge solitario il campanile romanico del XII sec. che nel 1762 è stato
sopraelevato in stile barocco per realizzare una cella campanaria.
Altri due esempi di architettura barocca sono le chiese di San Bernardo e di
San Rocco
, questultima risalente al 1769 e recentemente restaurata sulla facciata
ove vanta di pregevoli decorazioni in cotto. La Chiesa di San Bernardo,
protettore dei pellegrini, fu rifatta a metà del XVIII sec. su altra
preesistente, dedicata anche alla Madonna di Loreto, in stile barocco, con
unedicola affrescata, e sovrastata da un finestrone sulla facciata.
Allinterno si notano ancora un vistoso altare centrale con una pregevole
balaustra in marmo rosso, due nicchie laterali con altrettanti altari e diversi
quadri di fattura artigianale, in pessimo stato di conservazione, di cui uno a
firma di Giovanni Francesco Mussa (Castellamonte e la sua storia di Giuseppe
Perotti).
Unantica e curiosa leggenda locale riferiva come Santa Elisabetta, dal
suo Santuario sulla Quinzeina, scendesse periodicamente nella Chiesa di San
Bernardo a rendere omaggio alla Vergine di Loreto e che da questa fosse
ricambiata con altrettanta cortesia.
Una seconda leggenda del luogo narrava di un sacerdote il quale, non avendo
celebrato in vita le messe che gli erano state affidate, officiava nottetempo
dopo la morte, con le conseguenti fughe precipitose di chi si avventurava nei
pressi della Cappella di San Bernardo.
Nel centro della città ,poi, sono presenti due palazzi gentilizi: quello
dei Conti di Castellamonte, risalente al XVI sec., caratterizzato da archi e
logge, e il palazzo dei Conti Botton, interamente ricostruito nel XVIII sec. e
sede del Comune dal 1854 al 1990.
Attualmente ospita la bellissima " Raccolta Civica di Terra Rossa ",
un vero e proprio museo della ceramica.
Il Palazzo dei Conti di Castellamonte, che è un fabbricato rurale che si
affaccia su Piazza Marconi, fu di proprietà dei Conti Aimone di
Castellamonte e venduto ai Conti di San Martino Castelnuovo nel 1611. Diventato
poi di proprietà dei Conti Ricardi di Netro nel 1950, in seguito
allestinzione del ramo dei San Martino Castelnuovo, ledificio fu
infine alienato nel 1978.
Dal punto di vista storico -architettonico, il palazzo deve essere considerato
come il migliore di Castellamonte. (Castellamonte ieri - Giuseppe Perotti)
Il fabbricato in Frazione SantAntonio, detto Lanificio, e che in epoca
remota ospitava uno stabilimento ceramistico sorto ad iniziativa di certo
Giuseppe Bertola, è dotato di una magnifica facciata in ceramica,
prospiciente in Via Torino, con decorazione di ogni foggia e gusto.
La gloriosa "Filarmonica" del capoluogo, fondato nel 1822,
trovò allinizio del nostro secolo un incomparabile mecenate nella
persona di Camillo Romana: lo stesso infatti donò allantico
sodalizio il Palazzo "Casa della Musica" quale sede sociale.
Inaugurato solennemente nel 1925 e situato nellattuale Piazza della
Repubblica fu dedicato a Francesco Romana, filarmonico e padre del benefattore.
Al primo piano delledificio fa mostra di sé il salone dei
Concerti, un tempo sede di manifestazioni culturali di così elevato
valore artistico da far classificare Castellamonte quale Capitale Musicale del
Canavese. (Castellamonte ieri - Giuseppe Perotti)