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ANTICO CARNEVALE CASTELLAMONTE

ANTICO CARNEVALE CASTELLAMONTE

Tutti i carnevali o quasi hanno la pretesa di essere storici. Non vi è nulla di più divertente, per chi non abbia una buona conoscenza del lontano passato, che inventare una bella vicenda che piaccia alla gente e stimoli la fantasia. Né Castellamonte sfugge alla regola. Ma se escludiamo i personaggi, l’ambiente ed il momento che si vogliono far vivere (come per il celebre Carnevale d’Ivrea) sono autentici, ed è forse anche per la sua credibilità che il Carnevale di Castellamonte ha acquisito tanta fama; il dato di partenza è la reale distruzione del Castello all’epoca del Tuchinaggio, verso la fine del secolo XIV°.

Di qui si snoda tutta la vicenda che il Carnevale simboleggia in undici intensi giorni, a partire dalla seconda Domenica precedente il Mercoledì delle Ceneri. Assistiamo dapprima all’investitura delle Dame, rappresentanti le sette porte della Città, poi a quelle del primo Console. Questi personaggi velati di nero, salgono al castello distrutto dove credono abbia perso la vita la Contessa Isabella di Monello, unica nella famiglia dei Conti Castellamontesi ad avere e dimostrare simpatia per i poveri e gli umili. Ma Isabella è viva. Nella generale esultanza un grande corteo, con improvvisata fiaccola, parte dal Castello e scende verso il Borgo, dove la Contessa viene nominata “BELA PIGNATERA”.

Poi per tutta la settimana si susseguono manifestazioni, balli, musiche e banchetti che hanno il loro culmine il Mercoledì grasso con la Festa dei Rioni, che si svolge in sette diversi punti della Città. Ogni Rione, con i propri rappresentanti in costume, prepara piatti caratteristici ed allieta una folla strabocchevole di golosi con giochi, musiche e gioiosi falò. La Domenica successiva si svolge la prima sfilata in costume con la presentazione del “RE PIGNATUN”, il caratteristico, enorme fantoccio che raffigura caricaturalmente un noto personaggio cittadino. Il Sindaco consegna le chiavi della Città. Nella Rotonda Antonelliana ha luogo la Fagiolata Popolare, chiaro riferimento all’ultimo pasto grasso prima delle astinenze quaresimali. Il Mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima per tutti, ma da più di un secolo, non per Castellamonte, si svolge il grande Carosello storico.

Sfilano i Personaggi ufficiali, intorno al Carroccio della Bela Pignatera; i Rioni, rappresentati da innumerevoli figuranti in costume d’epoca, gli ormai famosi sbandieratori, i Carri Allegorici, provenienti da ogni parte del Canavese. E’ la vera festa popolare che rappresenta anche il momento più spettacolare del Carnevale; a tarda sera, sulla piazza più grande, sarà bruciato il Re Pignatun, simbolo del Carnevale che muore ma che, come l’Araba Fenice, risorgerà ogni volta dalle proprie ceneri.

 

Carlo Demarchi

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